2006, venti anni fa tondi tondi. Sui monti Ymittos, in Grecia, per la precisione a Koropi si trasferì un signore. Insieme a lui i suoi 5-6 cavalli. Forse appassionato ma totalmente privo di risorse per occuparsi degli animali (e di se stesso…), a un certo punto abbandonò i cavalli che presero a vagare liberi in cerca di cibo, per tornare poi vicino alle strutture fatiscenti che rappresentavano l’unico legame con l’uomo, in un patto tragicamente tradito. Alla fine, i cavalli si ritrovarono soli, a fare i conti con la libertà, che nel loro caso specifico significava carenza di cibo, malattia, assenza di un riparo, di cure.
Incredibilmente, continuavano però a tornare per trovare rifugio là dove la triste storia era iniziata, in un capannone semidistrutto, pericolante, dove non c’era davvero più niente di amichevole per loro. Neanche l’acqua.
Negli anni, come è naturale che sia, i cavalli iniziarono a riprodursi in maniera incontrollata e divennero a tutti gli effetti un branco di re-wild.
L’anno della svolta si chiama Maria
Nel 2023, a distanza di 17 anni, in quegli stessi luoghi arrivò Maria Marolia, che da esperta donna di cavalli, notò subito quei branchi che spuntavano di tanto in tanto vicino a casa sua. Iniziò a osservarli e si rese immediatamente conto che gli animali non erano affatto in buone condizioni. Provò a seguirlie li trovò. In una condizione di raccapricciante degrado.

Con alcuni amici-volontari appassionati come lei, iniziò subito a portare loro del fieno e dell’acqua. Ma i cavalli erano davvero tanti. Alcuni molto malati, irrecuperabili. Altri invece potevano ancora farcela ma erano troppi per una persona sola… Così Maria decise di dare vita a una associazione – la Help Horses Ymittos – che aiutasse a prendersi cura di questi sfortunati girovaghi.
Proprio in quel periodo in Grecia l’ordinamento giuridico greco, in materia di responsabilità degli animali, cambiò e non fu più chiaro chi fosse davvero responsabile per il benessere e la tutela di questi cavalli.
Ciò che fu chiaro invece a Maria e ai suoi volontari fu che non si poteva abbandonare questi cavalli per la seconda volta né aspettare i tempi delle leggi e delle scartoffie.


Così, la neo-nata associazione iniziò a portare il grande pubblico a conoscenza dell’esistenza dei cavalli dei monti Ymittos attraverso i social… E a raccontare al mondo la loro storia. Ma non solo…
In due anni e mezzo di attività, tutti i cavalli sono stati recuperati dalle montagne e dal luogo inospitale in cui si rifugiavano e ora vivono al sicuro in tre proprietà affittate e gestite dai volontari della Help Horses Ymittos. Per loro, i tempi degli stenti sono fortunatamente finiti!
I cavalli dei monti Ymittos e una nuova vita
Oggi i cavalli degli Ymittos sono una novantina e le loro condizioni sono decisamente migliorate da quando Maria li ha trovati in quel luogo dell’orrore, tra macerie e sporco.
«Grazie al supporto di donazioni e di enti pubblici, da luglio 2025, la riproduzione incontrollata è stata interrotta con successo. I cavalli sono ora separati e le castrazioni chirurgiche dei maschi procedono a ritmo sostenuto. Questa è l’unica spesa che è stata parzialmente coperta dalla Regione dell’Attica, in particolare per i cavalli maschi registrati durante l’ispezione ufficiale (non per quelli nati successivamente)». A spiegare questo fondamentale ‘dettaglio’ è Maria, che ci illustra con orgoglio l’enorme lavoro svolto dall’Associazione e dai volontari.
«Attualmente ci prendiamo cura di quasi 90 cavalli. Il costo mensile per la loro gestione è di circa 13.000 euro. Il cibo che rappresenta la spesa maggiore, circa 9.000 euro al mese. Tutte le spese sono coperte esclusivamente dai volontari e dalle donazioni pubbliche senza le quali non potremmo occuparci di questi cavalli».

L’instancabile Maria con i suoi volontari ha attraversato alti e bassi in questi tre anni di gestione in emergenza.
«Quando le scorte di cibo scarseggiano e i fondi non sono sufficienti, lanciamo appelli urgenti attraverso i nostri canali social e le persone rispondono con donazioni che ci aiutano ad acquistare il foraggio necessario. Organizziamo inoltre, almeno una volta al mese, delle giornate aperte al pubblico, durante le quali i visitatori possono venire a trovarci presso le nostre strutture, conoscere i cavalli salvati di Ymittos e sostenere il nostro lavoro. Nel corso di questi eventi vengono offerte visite guidate e i visitatori possono contribuire acquistando articoli dal nostro piccolo mercatino di beneficenza». Ci si inventa un po’ di tutto per garantire cure e sopravvivenza a questi cavalli…
Adozioni selettive
E poi ci sono le adozioni… Trovare adizioni sicure e legali è fondamentale anche per il benessere dei cavalli che rimangono. Tutte le adozioni vengono effettuate nel rispetto dei requisiti di legge e attribuendo grande importanza alla responsabilità dei nuovi proprietari. L’associazione valuta attentamente la qualità delle strutture e dell’ambiente in cui andranno a vivere i cavalli adottati. Per aumentare le opportunità di adozione, un trainer fornisce ai cavalli un addestramento di base, rendendoli più facili da gestire e più adatti a un’adozione responsabile.
Re-wild: il divieto di macellazione non c’entra
La Grecia è uno dei paesi in cui già da tempo è stata sancito il divieto di macellazione dei cavalli. Viene spontaneo domandarsi se questa scelta possa aver influito sull’incremento della popolazione brada o sugli abbandoni.
«Negli ultimi anni sono comparsi diversi gruppi di cavalli abbandonati in varie regioni della Grecia. In particolare nel nord del Paese. Tuttavia questa situazione non è legata alle politiche di macellazione. In molti casi, secondo quanto riferito, un gran numero di cavalli sarebbe stato acquistato per ottenere sovvenzioni agricole per razze rare o autoctone dall’OPEKEPE (Agenzia per i pagamenti e il controllo). Tuttavia, le classificazioni di tali razze erano spesso ‘discutibili’… Il che fa supporre che non sempre siano state effettuate verifiche e controlli adeguati. Dopo aver ricevuto i sussidi o talvolta anche durante il periodo di sovvenzione, alcuni di questi cavalli sono stati lasciati senza cure o supervisione adeguate. E ciò ha sicuramente contribuito alla comparsa di popolazioni di cavalli non gestite in varie aree del paese».
Uno sguardo verso il futuro
Per la Help Horses Ymittos l’emergenza è destinata a finire. Sterilizzazioni, adozioni, controlli, cure… Eppure la vision di questo gruppo di attivi volontari guarda al futuro.
«Intendiamo continuare a prenderci cura dei cavalli che non possono essere dati in adozione, trasformando gradualmente le nostre strutture in un parco didattico e tematico – ci spiegano. – L’obiettivo è quello di creare uno spazio in cui i visitatori possano conoscere i cavalli, le modalità di cura e il loro benessere, nonché l’importanza della compassione, del volontariato e della proprietà responsabile. Attraverso questa iniziativa, speriamo inoltre di sensibilizzare l’opinione pubblica sul trattamento crudele che spesso subiscono gli animali e di incoraggiare un atteggiamento più rispettoso e umano nei loro confronti».
In un tempo in cui le parole ‘social license’ sono così di moda da diventare quasi vuote, gli amici greci stanno dando davvero un bell’esempio…
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